Il sentiero
Sinuoso
come serpente
il sentiero si avvinghia
alle colline.
Calmo
si muove lungo il piano.
Muta di pelle,
cambia direzione,
scivola lento.
Come s’alza
al suono di una pingi
cosi sale verso vette.
Incantato
seguo
le tue vibrazioni.
Sinuoso
come serpente
il sentiero si avvinghia
alle colline.
Calmo
si muove lungo il piano.
Muta di pelle,
cambia direzione,
scivola lento.
Come s’alza
al suono di una pingi
cosi sale verso vette.
Incantato
seguo
le tue vibrazioni.
Sempre perdo,
sempre raggiungo
ma
sempre esisto.
Come seme
dormiente
avvolto dalla calda terra
attendo
la mia primavera.
Sole nascente
scalda
il mio debole germoglio
illumina
le mie verdi foglie
e tu
rugiada
rinfresca le mie radici
affinché
io possa arrivare
fin lassù
ad abbracciare il cielo.
Nulla
mi resta accanto
nemmeno
la mia ombra.
Tutto va
nella stanza
dei giorni andati.
Partire.
Smarrire luoghi.
Cambiare continuamente
perché tutto non abbia più
le sue origini
e diventi estraneo.
Andare senza confini
inseguendo l’inarrivabile assenza
di avere una meta
e il desiderio di raggiungerla.
Bianche conchiglie
son le tue parole
rimesse dall’oceano
che s’agita nel tuo cuore.
All’orecchio
non il dolce
sciabordio delle onde
ma un suono cupo
come d’addio.
Diverso
è il mare della notte
quando le onde
stanche di lottare
riposano
sul letto di sabbia.
L’acqua appare
come un calmo sentiero
che nei sogni attraverso
percorrendo la vita.
Presto mi sorprenderà
il diuturno
lavoro del mare.
Di plastica
son le tue rose migliori,
senza odore.
Sono i colori
una festa per gli occhi;
per il cuore
malinconici messaggi.
Nell’aria calda
i nostri corpi
distesi sotto il cielo stellato
odorano di amore, menta e gelsomino.
Sottile
un fumo dal sapore di mela
si attorciglia lento
avvolgendo il tuo viso.
Guardo lassù
verso il buio profondo
dove una stella
come una cometa
attraversando il cielo
muore gettandosi nell’infinito.
Ti guardo
e penso che presto verranno
i giorni del ritorno,
quei giorni che sanno
d’estate, di promesse, desideri
e stelle cadenti
e come esse scompariremo
nel buio dei ricordi;
ma quella notte africana
per tante notti
tornerà a farmi visita
per turbare i miei sogni
di uomo solitario.
Questa notte
su questa terrazza sospesa nel cielo
non sento quel profumo
di menta e gelsomino,
non sento il profumo d’amore.
Non sei con me.
Sei stella caduta
in quel buio profondo
a cui guardo
con malinconici occhi
mentre lontana,
all’orizzonte,
dal profondo universo,
fra le terrazze delle case
e una musica antica,
spunta una luna solare.
Sugli scogli
bruciati dal sole estivo
schiumano
fragorose onde di mare.
L’inverno ora
dileggia l’estate;
si diverte
ad incupire il cielo,
stende
il suo grigio manto,
riversa pioggia
sugli animi
ancora brucianti
di passioni.